Il burnout atletico
La parola “burnout” viene spesso utilizzata come termine ombrello per riferirsi ad un qualsiasi peggioramento nel proprio sport non legato a problematiche fisiche, quando in realtà vi è una definizione precisa, fornita da Raedeke nel 1997: il burnout atletico è una sindrome psicologica caratterizzata da:
- Esaurimento fisico e mentale→ la sensazione di essere sempre stanchi, fisicamente e mentalmente (“non ho le energie per correre”)
- Svalutazione dello sport→ riduzione dell’importanza che si attribuisce allo sport (“non mi interessa particolarmente allenarmi o giocare”)
- Ridotto senso di soddisfazione→ difficoltà nell’essere soddisfatto dei propri traguardi e delle proprie prestazioni (“vincere non mi entusiasma”).
PERCHE’ IL BURNOUT E’ UN NEMICO OSTICO?
Ciò che rende il burnout difficile da fronteggiare è l’ampia varietà di sintomi, che variano considerevolmente da persona a persona: possono essere psicosomatici (mal di testa, mal di pancia), cali di motivazione, isolamento, riduzione di capacità cognitive quali attenzione e concentrazione, peggioramenti e oscillazioni dell’umore, oltre che ovviamente un peggioramento nella propria resa sul campo. Inoltre questa condizione si sviluppa in maniera lenta e graduale, il che fa sì che spesso quando diventa evidente sia già in uno stato avanzato.
QUALI SONO LE CAUSE?
La ricerca concorda nell’identificare lo stress subito dall’atleta come il principale fattore di rischio. Diventa quindi cruciale l’ambiente nel quale l’atleta si trova, poiché esso può contenere varie fonti di stress, come le pressioni dei genitori, il rapporto con l’allenatore ed i compagni di squadra, gli stessi metodi dell’allenatore e le aspettative dei tifosi (se presenti). Oltre a ciò lo stress può essere anche dovuto a caratteristiche personali come degli standard eccessivi, perfezionismo e difficoltà nell’adattamento a nuovi contesti.
COME FRONTEGGIARE IL BURNOUT?
SMA team, in accordo con le evidenze scientifiche, crede nella prevenzione: utilizzando strumenti come i colloqui ciclici, l’osservazione sul campo e la somministrazione dei test indaga su quelli che possono essere i sintomi iniziali di questa condizione, come la motivazione, il coinvolgimento,lo stressdegli atleti e la qualità e le dinamiche delle relazioni tra i membri della squadra, per poi effettuare degli interventi mirati prima che la situazione diventi irreversibile.
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Bibliografia
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