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Tag: Tennis

Allenare la mente in uno dei contesti tennistici più prestigiosi

Il 29 dicembre, presso Horizon Tennis Home di Vicenza si è svolta la giornata formativa in psicologia dello sport durante lo Stage Horizon.
Per Sport Mindset Agency, questa collaborazione rappresenta molto più di una singola sessione: è una partnership metodologica, costruita su una visione condivisa dello sviluppo dell’atleta.

Horizon Tennis Home è oggi uno dei centri di formazione tennistica più prestigiosi in Europa, e il fatto che la preparazione mentale SMA sia stata inserita come pilastro ufficiale dello Stage conferma l’importanza crescente del lavoro psicologico nella performance di alto livello.

Uno Stage a 360°: dentro e fuori dal campo

Lo Stage Horizon (28–30 dicembre) è stato concepito come un’esperienza intensiva e completa, che ha unito:
• allenamento tecnico di alto livello
• preparazione atletica dedicata
• formazione mentale strutturata
• momenti di confronto, crescita personale e team building
• attività sociali e ricreative (Horizon Party)

Un percorso pensato per accompagnare l’atleta non solo nella prestazione, ma nella sua crescita globale.

La sessione SMA: un pilastro del 29 dicembre

All’interno del programma ufficiale, la sessione SMA di 3 ore è stata presentata agli atleti e alle famiglie come uno degli appuntamenti centrali dello Stage.

Un incontro:
• di gruppo
• guidato da professionisti della preparazione mentale
• esperienziale e partecipato
• focalizzato sulla performance tennistica e sui processi psicologici che la sostengono

Gli obiettivi principali del lavoro sono stati:

Gestione della pressione
Rimanere presenti e lucidi nei punti importanti, riconoscendo e regolando le reazioni emotive in campo.

Concentrazione e attenzione
Costruzione di routine funzionali, prevenzione delle distrazioni e capacità di “reset” tra un punto e l’altro.

Mindset competitivo e atteggiamento propositivo
Gestione dell’errore, linguaggio interno e postura mentale nei momenti delicati.

La ricerca in psicologia dello sport evidenzia come queste competenze siano determinanti per la continuità di prestazione e il benessere dell’atleta (Weinberg & Gould, 2019; Cotterill, 2010).

Metodo SMA: osservare il processo, non solo il risultato

La giornata del 29 dicembre è stata strutturata in due turni pomeridiani, con rotazione aula–campo, permettendo a tutti gli atleti di vivere entrambe le esperienze.
Gli assistenti SMA hanno seguito gli stessi ragazzi in entrambe le situazioni, utilizzando griglie di osservazione per rendere visibili abilità mentali spesso invisibili:
• goal setting
• self-talk
• focalizzazione
• gestione di stress e ansia
• intensità ed energia
• relazione con il gruppo

Il lavoro sul campo (respirazione, routine, vocalizzazione, gestione delle pause) e quello in aula (goal setting a breve termine, mindfulness) sono stati costantemente adattati al livello di esperienza mentale degli atleti.

Allenare la mente, per noi, significa allenare il processo, non imporre tecniche.

Una partnership, non un’attività accessoria

SMA è stato presente come partner ufficiale dello Stage Horizon, integrandosi pienamente con:
• lo staff tecnico Horizon
• i preparatori atletici
• lo staff organizzativo

Con una comunicazione fluida, ruoli chiari e una visione condivisa.
Questo è ciò che permette di costruire interventi professionali, coerenti e realmente efficaci, in linea con i principi della Self Determination Theory, che sottolinea il ruolo di competenza, autonomia e relazione nello sviluppo dell’atleta (Deci & Ryan, 2000).

In Sport Mindset Agency crediamo che la performance nasca dall’integrazione tra corpo, mente e contesto.
La collaborazione con Horizon Tennis Home rappresenta un esempio concreto di come la preparazione mentale possa – e debba – essere parte strutturale dei percorsi di alto livello.

Allenare la mente non è un extra.
È parte del gioco.

Dr.ssa Elena Uberti
Psicoterapeuta – Psicologa dello Sport
Sport Mindset Agency

Il ritiro di Nadal e Ferrari: cosa c’è dietro il “gene” del talento?

Il recente ritiro di due grandi atleti, Rafael Nadal e Vanessa Ferrari, dal tennis e dalla ginnastica artistica, suscita una riflessione sul “talento” come dono imprescindibile degli atleti di successo.
Dopotutto, i risultati parlano chiaro: il tennista spagnolo vanta 22 Grandi Slam, oltre 90 titoli ATP e numerose settimane in vetta al ranking mondiale.
La ginnasta italiana, invece, ha conquistato il titolo mondiale nel corpo libero e diversi titoli sia europei che nazionali.

Cosa accomuna di così eccezionale queste due persone? È forse il gene del talento?

Esplorando la carriera di entrambi gli atleti, possiamo notare qualcosa che va oltre i loro risultati. Nel video di ringraziamento di Nadal e nelle righe scritte da Ferrari sui social, c’è un elemento comune: I ringraziamenti.

Il ruolo della rete di supporto è cruciale per la vita di un atleta. Allenatori, familiari, amici e compagni di squadra forniscono sostegno, supporto e fiducia. Entrambi gli atleti, infatti, hanno espresso gratitudine verso i propri cari e il proprio team che, per molti anni, ha accompagnato le loro carriere sportive.
Il “talento” è un concetto spesso dibattuto; eppure, una cosa è certa: la pratica, la dedizione e il supporto delle persone accanto all’atleta permettono ad ognuno di loro di spendersi ed esprimere appieno il proprio potenziale. Il successo all’interno dello sport, infatti, è un percorso di crescita della propria consapevolezza che richiede tempo e un ambiente favorevole.
L’idea che i grandi atleti siano “nati per vincere” è superficiale e rischia di dar per scontato che dietro a grandi risultati ci siano persone che “sono fatte così”, alimentando una cultura che dà poco valore alle risorse interne come motore della propria motivazione e, quindi, del proprio successo.

Ma cosa significa supportare l’atleta?
Supportare l’atleta significa, ad esempio, sostenerlo emotivamente attraverso un ascolto sincero e una comunicazione positiva, fornire feedback costruttivi, aiutarlo nella pianificazione del proprio gioco e sostenerlo nel mantenere un equilibrio tra sport e vita personale.
Un team di supporto ha numerosi benefici sull’atleta!
Pensiamo alla potenza di un allenatore o un genitore che ha fiducia nelle capacità dell’atleta: che si tratti di un allenamento o una gara, la persona porterà dentro di sé dei vissuti positivi sulle sue figure di riferimento, alimentando così la sua motivazione, prevenendo situazioni di profondo malessere e costruendo una rete che interviene in caso di difficoltà.
E così, anche Nadal e Ferrari, ringraziando personalmente il team che li ha sostenuti nei loro anni di carriera professionale, ci comunicano che il talento è solo la punta dell’Iceberg di un lavoro che parte dalla perseveranza dell’atleta e si poggia su un “materasso”, costituito dalle persone che hanno creduto e credono in loro.

E tu, hai mai pensato che il talento di un atleta nasconda, in realtà, dedizione, perseveranza, sacrifici e supporto di una rete di riferimento?

Tamara Sciuto

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