Prevenzione e mental training: il ruolo della mente nel rischio di infortunio sportivo
Quando si parla di infortunio sportivo, si pensa subito al corpo: muscoli, articolazioni, gesti tecnici. Eppure, la ricerca scientifica ha dimostrato con chiarezza che anche la mente gioca un ruolo decisivo nel rischio di infortunio.
Secondo il modello di Williams & Andersen (1998), lo stress percepito è uno dei fattori più rilevanti. Non si tratta solo di “sentirsi tesi”: sotto stress, l’atleta può sviluppare risposte psicologiche e fisiologiche che aumentano concretamente le probabilità di farsi male.
Quali sono i meccanismi psicologici che aumentano il rischio?
Questi fenomeni spiegano perché:
Dal rischio alla prevenzione: il ruolo della preparazione mentale
Allenare la mente non significa solo “prepararsi alla gara”, ma anche costruire condizioni di benessere psicofisico che hanno effetti protettivi sulla salute.
In SMA lo vediamo ogni giorno sul campo: tecniche di respirazione, routine di concentrazione, visualizzazioni e lavori sulla consapevolezza corporea non solo migliorano la performance, ma diventano strumenti di prevenzione degli infortuni.
Un approccio integrato per proteggere l’atleta
La preparazione mentale, inserita nel piano di allenamento, contribuisce a:
Un atleta mentalmente preparato non è solo più performante, ma anche più protetto. Lavorare sulla mente significa prendersi cura del corpo, prevenendo incidenti e garantendo continuità di allenamento e crescita sportiva.
Per questo, nei nostri percorsi SMA, il lavoro sulla prevenzione infortuni passa anche dalla testa: perché salute e performance non si separano mai.
Ylenia Scola e Elena Uberti
